allergeni – Cibuslex https://www.cibuslex.it Tue, 01 Sep 2026 22:11:59 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1.3 https://www.cibuslex.it/wp-content/uploads/2020/07/cropped-icon_1-logo-32x32.png allergeni – Cibuslex https://www.cibuslex.it 32 32 Etichettatura precauzionale degli allergeni: le nuove Linee guida del Codex Alimentarius. https://www.cibuslex.it/2026/09/etichettatura-precauzionale-degli-allergeni-le-nuove-linee-guida-del-codex-alimentarius/ Tue, 01 Sep 2026 22:11:59 +0000 https://www.cibuslex.it/?p=1045849 {“main-title”:{“component”:”hc_title”,”id”:”main-title”,”title”:””,”subtitle”:”September 01, 2026″,”title_content”:{“component”:”hc_title_empty”,”id”:”title-empty”}},”5ZtkF”:{“component”:”hc_section”,”id”:”5ZtkF”,”section_width”:””,”animation”:””,”animation_time”:””,”timeline_animation”:””,”timeline_delay”:””,”timeline_order”:””,”vertical_row”:””,”css_classes”:””,”custom_css_classes”:””,”custom_css_styles”:””,”section_content”:[{“component”:”hc_column”,”id”:”RaEe8″,”column_width”:”col-md-12″,”animation”:””,”animation_time”:””,”timeline_animation”:””,”timeline_delay”:””,”timeline_order”:””,”css_classes”:””,”custom_css_classes”:””,”custom_css_styles”:””,”main_content”:[{“component”:”hc_image”,”id”:”Wq9MW”,”css_classes”:””,”custom_css_classes”:””,”custom_css_styles”:””,”image”:”https://www.cibuslex.it/wp-content/uploads/2026/09/MAY-CONTAIN-900×563.png|992|1586|1045850″,”alt”:””,”thumb_size”:”full”},{“component”:”hc_title_tag”,”id”:”5KCJq”,”css_classes”:””,”custom_css_classes”:””,”custom_css_styles”:””,”text”:”Etichettatura precauzionale degli allergeni: le nuove Linee guida del Codex Alimentarius.”,”tag”:”h2″},{“component”:”hc_wp_editor”,”id”:”8CBYG”,”css_classes”:””,”custom_css_classes”:””,”custom_css_styles”:””,”editor_content”:” \n\nNel mese di agosto sono state pubblicate le nuove Linee guida sull’etichettatura precauzionale degli allergeni (Guidelines on the Use of Precautionary Allergen Labelling), adottate il 6 luglio 2026 dalla Commissione del Codex Alimentarius.\n\nIl documento è stato inserito come allegato allo Standard generale per l’etichettatura degli alimenti preimballati (CXS 1-1985) e introduce un approccio armonizzato, fondato sulla valutazione del rischio, all’utilizzo delle indicazioni precauzionali relative alla possibile presenza accidentale di allergeni.\n\nLe nuove Linee guida affrontano, in particolare, i seguenti aspetti.\n\n \n

    \n \t

  1. LA DEFINIZIONE DI ‘ETICHETTATURA PRECAUZIONALE DEGLI ALLERGENI’ (PAL)
  2. \n

\nLa PAL (Precautionary Allergen Labelling) è definita come una “dichiarazione riportata nell’etichettatura degli alimenti preimballati per indicare il rischio derivante dalla presenza involontaria di uno o più allergeni alimentari, dovuta al contatto crociato con uno o più alimenti allergenici, individuato mediante una valutazione del rischio”.\n\nSi tratta, quindi, di un’informazione destinata a segnalare un rischio che permane nonostante l’adozione delle misure volte a prevenire e controllare il contatto crociato.\n\n \n

    \n \t

  1. LE CONDIZIONI DI UTILIZZO DELLA PAL
  2. \n

\nL’impiego della PAL presuppone, innanzitutto, che siano state adottate efficaci pratiche di gestione degli allergeni alimentari e che, malgrado ciò, la loro presenza involontaria non possa essere integralmente prevenuta o adeguatamente controllata.\n\nLa stessa impostazione emerge dal Codice di buone pratiche sulla gestione degli allergeni per gli operatori del settore alimentare (CXC 80-2020), richiamato nell’ambito dei lavori del Codex: la presenza accidentale degli allergeni dovrebbe essere eliminata o ridotta al livello più basso ragionevolmente conseguibile mediante buone pratiche igieniche, buone pratiche di fabbricazione e procedure fondate sui principi HACCP.\n\nLa PAL non rappresenta quindi un’alternativa alle misure di gestione degli allergeni, ma uno strumento informativo da utilizzare quando, nonostante la loro corretta applicazione, permanga un rischio residuo significativo[1].\n\nIn secondo luogo, l’operatore deve aver valutato il rischio relativo alla presenza involontaria di allergeni, conducendo una prima valutazione qualitativa, che può essere seguita da una valutazione quantitativa.\n\nIn merito alle modalità di tale esame, il documento rinvia ai lavori degli esperti FAO e OMS sulla valutazione del rischio relativo agli allergeni e, in particolare, al report Risk Assessment of Food Allergens – Part 3: Review and establish precautionary labelling in foods of the priority allergens, pubblicato nel 2023[2], nonché al successivo report n. 6 dedicato alla guida per la valutazione del rischio, in attesa di pubblicazione.\n\nIl report n. 3 prende in esame proprio l’utilizzo della PAL in presenza di allergeni non intenzionalmente presenti negli alimenti e propone un sistema basato su dosi di riferimento (Reference Doses – RfD) e livelli di azione, allo scopo di superare un impiego generalizzato e non sufficientemente correlato all’effettiva entità del rischio delle indicazioni “può contenere”.\n\nNell’ambito di un approccio quantitativo alla valutazione del rischio, l’operatore dovrebbe, in particolare:\n

    \n \t

  • individuare la dose di riferimento dell’alimento allergenico (reference dose o RfD), espressa in mg di proteine totali e definita, per la maggior parte degli allergeni, sulla base dell’ED05, ossia della dose associata alla comparsa di sintomi oggettivi in circa il 5% della popolazione allergica; i relativi valori sono riportati nell’apposita tabella inserita nelle Linee guida in esame;
  • \n \t

  • determinare la quantità di alimento che si presume venga consumata in una singola occasione (reference amount o RfA), espressa in kg e preferibilmente individuata sulla base del 50° percentile dei dati di consumo disponibili;
  • \n \t

  • calcolare il livello di azione (AL), rapportando la dose di riferimento alla quantità di alimento consumata in una singola occasione (RfD/RfA), così da individuare la concentrazione di proteine allergeniche oltre la quale il rischio non può più essere considerato trascurabile;
  • \n \t

  • verificare se la presenza involontaria dell’allergene (unintended allergen presence o UAP) superi il livello di azione così determinato.
  • \n

\nQuando la presenza involontaria dell’allergene risulti superiore al livello di azione, e non possa essere ulteriormente ridotta mediante appropriate misure di gestione, le Linee guida prevedono l’impiego della PAL. Al contrario, se il livello di presenza è pari o inferiore alla soglia così individuata, la PAL non dovrebbe essere utilizzata.\n\nL’impostazione seguita dal Codex mira quindi a limitare l’utilizzo indiscriminato delle diciture precauzionali, collegandolo a una valutazione scientifica del rischio. Proprio l’eccessiva diffusione delle indicazioni “può contenere”, infatti, è stata individuata dagli esperti FAO/OMS come uno dei fattori che ne hanno progressivamente ridotto l’utilità informativa per i consumatori allergici.\n\n \n

    \n \t

  1. LE MODALITA’ DI ESPRESSIONE E PRESENTAZIONE DELLA PAL
  2. \n

\nLe Linee guida forniscono indicazioni anche sulle modalità attraverso le quali la PAL dovrebbe essere formulata e presentata.\n\nLa dichiarazione precauzionale andrebbe fornita come indicazione separata, immediatamente sotto all’elenco degli ingredienti o in stretta prossimità di quest’ultimo.\n\nIn mancanza di un elenco degli ingredienti, la PAL andrebbe apposta in una posizione evidente. In tal caso, inoltre, laddove sia presente una dichiarazione degli allergeni (“contiene…”), la PAL dovrebbe figurare al di sotto o in stretta prossimità della stessa.\n\nLe Linee guida disciplinano inoltre il rapporto tra PAL e dichiarazione “senza glutine”: quando sia necessario utilizzare una PAL riferita alla possibile presenza di cereali contenenti glutine, l’indicazione “senza glutine” non dovrebbe essere utilizzata, al fine di evitare informazioni contraddittorie o potenzialmente confuse per il consumatore.\n\nQuanto alla formulazione, la PAL dovrebbe iniziare con l’espressione “può contenere…” o con una formulazione equivalente, come “può essere presente…”.\n\nLa dichiarazione dovrebbe inoltre figurare in modo chiaro e distinto rispetto alle altre informazioni riportate in etichetta, adottando modalità grafiche idonee a porla in evidenza rispetto al contesto. Le Linee guida suggeriscono, tra le possibili soluzioni, l’utilizzo dello stesso carattere, stile o colore impiegato per evidenziare gli allergeni nell’elenco degli ingredienti.\n\n \n\nLA RILEVANZA DELLE LINEE GUIDA NEL QUADRO ATTUALE\n\nLe Linee guida del Codex non introducono, di per sé, obblighi direttamente applicabili agli operatori alimentari dell’Unione europea.\n\nEsse rappresentano tuttavia, ad oggi, un autorevole riferimento tecnico-scientifico sulla base del quale decidere – in modo razionale e giustificabile – se e come fornire ai consumatori informazioni sulla possibile presenza accidentale di allergeni all’interno dei propri prodotti alimentari.\n\nPeraltro, la rilevanza del documento risulta tanto maggiore ove si consideri che – nella prospettiva assunta dalla Comunicazione della Commissione europea 2022/C 355/01 – l’utilizzo della PAL supportato da un’adeguata valutazione del rischio può rappresentare una misura necessaria per garantire la solidità del sistema di gestione della sicurezza alimentare dell’OSA[3].\n\nTutto ciò, quanto meno, fintanto che la Commissione non provvederà all’adozione di una normativa armonizzata dell’Unione su tale materia, come previsto dall’art. 36, par. 3, lett. a), del Regolamento (UE) 1169/2011.\n\nAl riguardo, si segnala il recente avvio dell’iniziativa di regolamentazione “Food labelling – voluntary provision of Precautionary Allergen Labelling (PAL)”, pubblicata sul portale informativo Have your say e il cui esito è atteso entro la fine del 2027 [4].”},{“component”:”hc_space”,”id”:”fne79″,”css_classes”:””,”custom_css_classes”:””,”custom_css_styles”:””,”size”:”space”,”height”:””},{“component”:”hc_separator”,”id”:”rAP8c”,”css_classes”:””,”custom_css_classes”:””,”custom_css_styles”:””},{“component”:”hc_title_tag”,”id”:”kaRKV”,”css_classes”:””,”custom_css_classes”:””,”custom_css_styles”:””,”text”:”NOTE:”,”tag”:”h4″},{“component”:”hc_wp_editor”,”id”:”k44dy”,”css_classes”:””,”custom_css_classes”:””,”custom_css_styles”:””,”editor_content”:”[1] Sotto tale profilo, le Linee guida del Codex risultano coerenti con le indicazioni fornite dalla Commissione europea nell’ambito della Comunicazione relativa all’attuazione dei sistemi di gestione della sicurezza alimentare (2022/C 355/01), la cui Appendice 2 – Esempio di un’analisi dei pericoli – Procedura di valutazione (semiquantitativa) del rischio, precisa che “l’etichettatura precauzionale (istruzioni di cottura, controllo degli allergeni) dovrebbe essere utilizzata solo quando non è possibile attuare efficacemente una strategia preventiva e il prodotto può presentare un rischio per i consumatori”.\n\n[2] Il Report n. 3 FAO/OMS è disponibile al seguente link: https://www.who.int/publications/i/item/9789240072510.\n\n[3] Ci si riferisce, in particolare, a quanto riportato nella Comunicazione relativa all’attuazione dei sistemi di gestione della sicurezza alimentare (2022/C 355/01), nell’Appendice 2 – Esempio di un’analisi dei pericoli – Procedura di valutazione (semiquantitativa) del rischio, ove sia afferma che “Quando la fattibilità di stabilire limiti critici, sorvegliare ai fini del rilevamento delle anomalie e attuare azioni correttive è bassa, si procede all’identificazione di PRPop o si dovrebbe modificare il processo. Si tratta di una sfida particolare per le misure di controllo per le quali la gravità e la probabilità di anomalie sono elevate, mentre la capacità di rilevarle e correggerle è bassa. Gli OSA devono adottare misure per aumentare la capacità di rilevamento e correzione delle anomalie o per diminuire la probabilità e/o la gravità delle stesse. L’etichettatura precauzionale (istruzioni di cottura, controllo degli allergeni) dovrebbe essere utilizzata solo quando non è possibile attuare efficacemente una strategia preventiva e il prodotto può presentare un rischio per i consumatori.\n\nIn altri casi in cui la probabilità di anomalia è elevata e la capacità di rilevamento bassa, l’OSA deve essere molto attento e verificare la solidità dell’intero FSMS”.\n\n[4] L’iniziativa è stata pubblicata qui, dove saranno visibili i successivi aggiornamenti dell’iter: https://ec.europa.eu/info/law/better-regulation/have-your-say/initiatives/16653-Food-labelling-voluntary-provision-of-Precautionary-Allergen-Labelling-PAL-_en”},{“component”:”hc_space”,”id”:”h4Rrd”,”css_classes”:””,”custom_css_classes”:””,”custom_css_styles”:””,”size”:”space”,”height”:””},{“component”:”hc_title_tag”,”id”:”b6zlU”,”css_classes”:””,”custom_css_classes”:””,”custom_css_styles”:””,”text”:”ALLEGATO:”,”tag”:”h4″},{“component”:”hc_wp_editor”,”id”:”BofDk”,”css_classes”:”no-padding-top “,”custom_css_classes”:””,”custom_css_styles”:””,”editor_content”:”Codex Alimentarius, General Standard for the Labelling of Pre-packaged Foods (CXS 1-1985).”}]},{“component”:”hc_column”,”id”:”fZgB3″,”column_width”:”col-md-12″,”animation”:””,”animation_time”:””,”timeline_animation”:””,”timeline_delay”:””,”timeline_order”:””,”css_classes”:””,”custom_css_classes”:””,”custom_css_styles”:””,”main_content”:[{“component”:”hc_space”,”id”:”vPHMI”,”css_classes”:””,”custom_css_classes”:””,”custom_css_styles”:””,”size”:”space”,”height”:””},{“component”:”hc_pt_post_informations”,”id”:”ZYgrC”,”css_classes”:”align-right “,”custom_css_classes”:””,”custom_css_styles”:””,”post_type_slug”:””,”position”:”align-left”,”date”:true,”categories”:false,”author”:false}]},{“component”:”hc_column”,”id”:”37FNE”,”column_width”:”col-md-12″,”animation”:””,”animation_time”:””,”timeline_animation”:””,”timeline_delay”:””,”timeline_order”:””,”css_classes”:””,”custom_css_classes”:””,”custom_css_styles”:””,”main_content”:[{“component”:”hc_space”,”id”:”QK9gu”,”css_classes”:””,”custom_css_classes”:””,”custom_css_styles”:””,”size”:”space”,”height”:””},{“component”:”hc_separator”,”id”:”PynS9″,”css_classes”:””,”custom_css_classes”:””,”custom_css_styles”:”height: 2px;”},{“component”:”hc_title_tag”,”id”:”RJL5S”,”css_classes”:””,”custom_css_classes”:””,”custom_css_styles”:””,”text”:”Related articles.”,”tag”:”h2″},{“component”:”hc_space”,”id”:”K87GV”,”css_classes”:””,”custom_css_classes”:””,”custom_css_styles”:””,”size”:”space-sm”,”height”:””},{“component”:”hc_pt_grid_list”,”id”:”rmVxB”,”css_classes”:””,”custom_css_classes”:””,”custom_css_styles”:””,”post_type_slug”:”post”,”post_type_category”:””,”column”:”3″,”column_lg”:”3″,”column_md”:”2″,”column_sm”:”1″,”column_xs”:”1″,”margins”:””,”pag_type”:””,”pag_items”:”2″,”pag_size”:””,”pag_animation”:””,”pag_scroll_top”:false,”pag_position”:””,”pag_button_prev”:””,”pag_button_next”:””,”lm_lazy”:false,”lm_button_text”:””,”box”:”image_half_content”,”boxed”:false,”extra”:true,”content”:”extra”,”title_length”:””,”excerpt_length”:”30″,”title_size”:””,”custom_css”:””,”button_text”:””,”button_style”:”circle”,”button_dimensions”:”btn-lg”,”button_animation”:false,”button_icon”:””}]}],”section_settings”:””},”scripts”:{“pagination”:”pagination.min.js”},”css”:{“content_box”:”css/content-box.css”,”media_box”:”css/media-box.css”},”css_page”:””,”template_setting”:{},”template_setting_top”:{},”page_setting”:{“settings”:[“lock-mode-off”]},”post_type_setting”:{“settings”:{“image”:”https://www.cibuslex.it/wp-content/uploads/2026/09/MAY-CONTAIN-900×563.png|992|1586|1045850″,”excerpt”:”Il Codex Alimentarius introduce un approccio basato sulla valutazione del rischio per decidere quando utilizzare le indicazioni precauzionali sugli allergeni, raccomandando inoltre le modalità di espressione da utilizzare.”,”extra_1″:”Approfondimenti”,”extra_2″:””,”icon”:{“icon”:””,”icon_style”:””,”icon_image”:””}}}}

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Webinar Gestione allergeni e PAL: criteri tecnici e implicazioni giuridiche dell’etichettatura precauzionale. https://www.cibuslex.it/2026/04/webinar-gestione-allergeni-e-pal-criteri-tecnici-e-implicazioni-giuridiche-delletichettatura-precauzionale/ Tue, 07 Apr 2026 18:31:15 +0000 https://www.cibuslex.it/?p=1045711 {“main-title”:{“component”:”hc_title”,”id”:”main-title”,”title”:””,”subtitle”:”April 07, 2026″,”title_content”:{“component”:”hc_title_empty”,”id”:”title-empty”}},”5ZtkF”:{“component”:”hc_section”,”id”:”5ZtkF”,”section_width”:””,”animation”:””,”animation_time”:””,”timeline_animation”:””,”timeline_delay”:””,”timeline_order”:””,”vertical_row”:””,”css_classes”:””,”custom_css_classes”:””,”custom_css_styles”:””,”section_content”:[{“component”:”hc_column”,”id”:”RaEe8″,”column_width”:”col-md-12″,”animation”:””,”animation_time”:””,”timeline_animation”:””,”timeline_delay”:””,”timeline_order”:””,”css_classes”:””,”custom_css_classes”:””,”custom_css_styles”:””,”main_content”:[{“component”:”hc_image”,”id”:”Wq9MW”,”css_classes”:””,”custom_css_classes”:””,”custom_css_styles”:””,”image”:”https://www.cibuslex.it/wp-content/uploads/2026/04/Allergeni-e-leggi-nella-produzione-alimentare-900×600.png|1024|1536|1045712″,”alt”:””,”thumb_size”:”full”},{“component”:”hc_title_tag”,”id”:”5KCJq”,”css_classes”:””,”custom_css_classes”:””,”custom_css_styles”:””,”text”:”Webinar Gestione allergeni e PAL: criteri tecnici e implicazioni giuridiche dell’etichettatura precauzionale.”,”tag”:”h2″},{“component”:”hc_wp_editor”,”id”:”8CBYG”,”css_classes”:””,”custom_css_classes”:””,”custom_css_styles”:””,”editor_content”:” \n

La gestione degli allergeni rappresenta uno degli ambiti più complessi nell’ambito della sicurezza alimentare, sia sotto il profilo tecnico sia sotto quello giuridico. In particolare, continua a suscitare interrogativi operativi la gestione delle contaminazioni accidentali e il ricorso alla cosiddetta precautionary allergen labelling (PAL), ossia l’indicazione del tipo “può contenere tracce di”.

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A partire dal 2022, il tema è stato oggetto di specifici approfondimenti a livello internazionale, anche attraverso diversi report elaborati da FAO e OMS. Tali documenti hanno contribuito a promuovere un approccio più strutturato alla valutazione del rischio da allergeni, fondato – ove possibile – su basi quantitative.

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Parallelamente, alcuni Stati membri stanno orientando le proprie prassi verso richieste sempre più puntuali nei confronti degli operatori del settore alimentare (OSA), sollecitando valutazioni del rischio più rigorose e un utilizzo della PAL più mirato e giustificato.

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Ad oggi, ad ogni modo, la gestione degli allergeni continua a rappresentare una sfida per gli operatori del settore alimentare per numerose ragioni, anche rilevanti, legate sia alla complessità dei processi produttivi sia all’assenza di un quadro normativo pienamente armonizzato sul punto.

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In questo contesto si inserisce il webinar “Gestione Allergeni e PAL: criteri tecnici e implicazioni giuridiche dell’etichettatura precauzionale”, organizzato da Eurofins Food Assurance Italia.

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Data: 24 aprile 2026
Orario: 10:30 – 12:00 (CEST)
Lingua: italiano
Partecipazione: gratuita

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L’incontro affronterà in modo integrato il tema della gestione delle contaminazioni accidentali da allergeni e quello dell’etichettatura precauzionale, con un taglio operativo che combina profili tecnici e giuridici.

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Interverranno come relatori il dott. Leonardo Francesco De Ruvo e l’avv. Stefano Senatore.

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Nel corso del webinar verranno esaminati, tra l’altro:

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    \n \t

  • la qualificazione dell’etichettatura precauzionale e le condizioni di liceità del suo impiego;
  • \n \t

  • l’ammissibilità di indicazioni non supportate da una preventiva valutazione del rischio;
  • \n \t

  • i criteri per una formulazione chiara e non fuorviante;
  • \n \t

  • le possibili implicazioni in materia di sicurezza alimentare, incluse le conseguenze in termini di ritiro, richiamo e sistema di allerta;
  • \n \t

  • i riflessi sulla responsabilità giuridica degli operatori del settore alimentare.
  • \n

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Il tema assume particolare rilievo anche alla luce dell’evoluzione delle aspettative delle autorità di controllo, che sembrano orientarsi verso un approccio meno tollerante nei confronti di utilizzi generici o meramente cautelativi della PAL, non adeguatamente giustificati da una valutazione del rischio.

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Per maggiori informazioni e per l’iscrizione al webinar è possibile consultare la pagina dedicata: https://www.eurofins.it/assurance/food/services/formazione-e-learning/webinars/gestione-allergeni-e-pal

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Webinar gratuito – Le informazioni obbligatorie nell’etichettatura dei prodotti vitivinicoli. https://www.cibuslex.it/2025/10/webinar-gratuito-le-informazioni-obbligatorie-nelletichettatura-dei-prodotti-vitivinicoli/ Tue, 28 Oct 2025 18:23:33 +0000 https://www.cibuslex.it/?p=1045503 {“main-title”:{“component”:”hc_title”,”id”:”main-title”,”title”:””,”subtitle”:”October 28, 2025″,”title_content”:{“component”:”hc_title_empty”,”id”:”title-empty”}},”5ZtkF”:{“component”:”hc_section”,”id”:”5ZtkF”,”section_width”:””,”animation”:””,”animation_time”:””,”timeline_animation”:””,”timeline_delay”:””,”timeline_order”:””,”vertical_row”:””,”css_classes”:””,”custom_css_classes”:””,”custom_css_styles”:””,”section_content”:[{“component”:”hc_column”,”id”:”RaEe8″,”column_width”:”col-md-12″,”animation”:””,”animation_time”:””,”timeline_animation”:””,”timeline_delay”:””,”timeline_order”:””,”css_classes”:””,”custom_css_classes”:””,”custom_css_styles”:””,”main_content”:[{“component”:”hc_image”,”id”:”Wq9MW”,”css_classes”:””,”custom_css_classes”:””,”custom_css_styles”:””,”image”:”https://www.cibuslex.it/wp-content/uploads/2025/10/foto-articolo-900×563.png|1000|1600|1045506″,”alt”:””,”thumb_size”:”full”},{“component”:”hc_title_tag”,”id”:”5KCJq”,”css_classes”:””,”custom_css_classes”:””,”custom_css_styles”:””,”text”:”Webinar gratuito – Le informazioni obbligatorie nell’etichettatura dei prodotti vitivinicoli.”,”tag”:”h2″},{“component”:”hc_wp_editor”,”id”:”8CBYG”,”css_classes”:””,”custom_css_classes”:””,”custom_css_styles”:””,”editor_content”:” \n

Il 25 novembre 2025 si terrà un webinar dedicato alle regole di etichettatura del vino, organizzato dalla società di consulenza Agriavengers e condotto dall’avv. Stefano Senatore.

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L’incontro offrirà una panoramica chiara e operativa delle informazioni obbligatorie previste dalla legislazione europea e nazionale, con particolare attenzione ai nuovi obblighi di trasparenza relativi agli ingredienti e alla dichiarazione nutrizionale dei prodotti vitivinicoli.

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Contenuti in sintesi

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• il quadro normativo sull’etichettatura dei prodotti vitivinicoli;
• la denominazione (categoria);
• il titolo alcolometrico volumico;
• la provenienza;
• l’imbottigliatore, il produttore o il venditore;
• il tenore di zucchero;
• la dichiarazione nutrizionale;
• l’elenco degli ingredienti;
• gli allergeni;
• l’annata di produzione;
• la quantità;
• il lotto;
• estremi della licenza fiscale;\n• etichettatura ambientale degli imballaggi.

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Dettagli organizzativi

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Quando: martedì 25 novembre 2025, dalle 15:00 alle 17:00
Modalità: formazione a distanza su piattaforma Zoom
Relatore: avv. Stefano Senatore – Cibuslex
Iscrizione: partecipazione gratuita previa registrazione al link seguente 👉 https://us02web.zoom.us/webinar/register/WN_x5eoMEtGRpOJXrpkFkz_EA
Accreditamento: evento accreditato dall’Ordine dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali della Provincia di Viterbo (0,25 CF Professionali)
Info: www.agriavengers.it – avengers.agri@gmail.com

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📎 La locandina dell’evento è disponibile in allegato a questa pagina.

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Macelleria: preparati venduti al banco e indicazione di additivi ed enzimi. https://www.cibuslex.it/2022/10/macelleria-preparati-venduti-al-banco-e-indicazione-di-additivi-ed-enzimi/ Tue, 11 Oct 2022 15:33:29 +0000 https://www.cibuslex.it/?p=1044792 {“main-title”:{“component”:”hc_title”,”id”:”main-title”,”title”:””,”subtitle”:”October 11, 2022″,”title_content”:{“component”:”hc_title_empty”,”id”:”title-empty”}},”5ZtkF”:{“component”:”hc_section”,”id”:”5ZtkF”,”section_width”:””,”animation”:””,”animation_time”:””,”timeline_animation”:””,”timeline_delay”:””,”timeline_order”:””,”vertical_row”:””,”css_classes”:””,”custom_css_classes”:””,”custom_css_styles”:””,”section_content”:[{“component”:”hc_column”,”id”:”RaEe8″,”column_width”:”col-md-12″,”animation”:””,”animation_time”:””,”timeline_animation”:””,”timeline_delay”:””,”timeline_order”:””,”css_classes”:””,”custom_css_classes”:””,”custom_css_styles”:””,”main_content”:[{“component”:”hc_image”,”id”:”Wq9MW”,”css_classes”:””,”custom_css_classes”:””,”custom_css_styles”:””,”image”:”https://www.cibuslex.it/wp-content/uploads/2022/10/2022_10_11-alimenti-sfusi-e-additivi-900×563.png|1000|1600|1044794″,”alt”:””,”thumb_size”:”full”},{“component”:”hc_title_tag”,”id”:”5KCJq”,”css_classes”:””,”custom_css_classes”:””,”custom_css_styles”:””,”text”:”Macelleria: preparati venduti al banco e indicazione di additivi ed enzimi.”,”tag”:”h2″},{“component”:”hc_wp_editor”,”id”:”8CBYG”,”css_classes”:””,”custom_css_classes”:””,”custom_css_styles”:””,”editor_content”:” \n\nQuesito: Nei preparati della macelleria venduti al banco dai dettaglianti è possibile omettere gli additivi e gli enzimi di un ingrediente composto (articolo 20, comma b, del regolamento UE 1169/11) ed inserire solo gli eventuali allergeni presenti? Ad esempio, nel prodotto “cosce di pollo con salsa piccante” venduto in modalità sfusa al banco macelleria, bisogna inserire tutti gli ingredienti della salsa, compresi gli additivi, o solamente indicare l’eventuale allergene presente?\n\n \n\nRisponde l’avvocato Stefano Senatore.\n\n \n\nLa disciplina sugli obblighi di etichettatura in relazione agli alimenti non preimballati è stabilita, in Italia, dall’articolo 19 del decreto legislativo 15 dicembre 2017, n. 231.\n\nSecondo tale disposizione, tra le informazioni che devono essere rese ai consumatori per i suddetti prodotti rientrano – per quanto qui rileva – sia l’elenco degli ingredienti, sia le sostanze o prodotti di cui all’Allegato II del regolamento (UE) 1169/2011 (ossia, i cosiddetti “allergeni”).\n\nGli “ingredienti”, conformemente alla definizione contenuta nell’articolo 2, paragrafo 2, lettera f) del citato regolamento, consistono in “qualunque sostanza o prodotto, compresi gli aromi, gli additivi e gli enzimi alimentari, e qualunque costituente di un ingrediente composto utilizzato nella fabbricazione o nella preparazione di un alimento e ancora presente nel prodotto finito, anche se sotto forma modificata”.\n\nPertanto, l’elenco degli ingredienti dovrà includere anche i nomi dei prodotti e delle sostanze contenuti all’interno degli ingredienti composti eventualmente utilizzati nella preparazione dell’alimento (compresi gli additivi ed enzimi aggiunti allo stesso, salve le eccezioni che verranno innanzi illustrate), con le seguenti modalità:\n

    \n \t

  1. senza riportare la denominazione dell’ingrediente composto, ed inserendo, invece, gli ingredienti che compongono quest’ultimo direttamente all’interno dell’elenco degli ingredienti del prodotto finito, ciascuno secondo il rispettivo peso, conformemente alla regola generale stabilita dall’articolo 18 del regolamento;
  2. \n \t

  3. oppure, come previsto dall’allegato VII, parte E del regolamento, indicando l’ingrediente composto con la sua denominazione (purché si tratti di denominazione legale o usuale), immediatamente seguita dall’elenco dei suoi ingredienti.
  4. \n

\nSi rileva che, laddove l’ingrediente composto figuri nell’elenco degli ingredienti con il proprio nome (cioè, nel caso sopra identificato come 2), la medesima parte E dell’allegato VII consente, eccezionalmente, di omettere l’elenco dei suoi ingredienti – salvo si tratti di allergeni – qualora ricorra una delle ipotesi che seguono.\n\ni) Quando la composizione dell’ingrediente composto è definita dalle disposizioni dell’Unione e, al contempo, l’ingrediente composto interviene per meno del 2 % nel prodotto finito.\n\nResta comunque obbligatoria l’indicazione degli additivi alimentari, fatte salve le deroghe previste dall’articolo 20, lettere da a) a d). Ad assumere rilievo, in particolare, è la deroga contemplata dalla lettera b), in base alla quale gli additivi possono essere omessi:\n

    \n \t

  • se la loro presenza in un determinato alimento è dovuta unicamente al fatto che erano contenuti in uno o più ingredienti di tale alimento, conformemente al principio del trasferimento di cui all’articolo 18, paragrafo 1, lettere a) e b) del regolamento (CE) n. 1333/2008, purché non svolgano una funzione tecnologica nel prodotto finito;
  • \n \t

  • oppure, se sono utilizzati come coadiuvanti tecnologici.
  • \n

\nii) Quando l’ingrediente composto consiste in una miscela di spezie e/o di piante aromatiche che costituiscono meno del 2% del prodotto finito (restando anche in tal caso obbligatoria l’indicazione degli additivi, salve le deroghe già citate.\n\niii) Quando l’ingrediente composto è un alimento per il quale l’elenco degli ingredienti non è richiesto dalle disposizioni dell’Unione.\n\n \n\nVenendo al caso oggetto del quesito, ad avviso di chi scrive il nome “salsa piccante” (ingrediente composto) non rappresenta né una denominazione legale, né una denominazione usuale.\n\nSi ritiene quindi che – in applicazione delle regole innanzi illustrate – tale nome non possa essere riportato nell’elenco degli ingredienti del prodotto finito. All’interno di quest’ultimo dovrebbero, quindi, figurare direttamente i nomi di tutti i singoli ingredienti della salsa piccante.\n\nFermo quanto sopra, i nomi degli additivi e degli enzimi presenti nella salsa potrebbero, comunque, essere omessi qualora ricorressero le condizioni previste dall’articolo 20 del regolamento (UE) 1169/2011, che, seppur già precedentemente illustrate, vengono qui ripetute per maggiore chiarezza:\n

    \n \t

  1. quando la presenza degli additivi ed enzimi nell’alimento è dovuta unicamente al fatto che erano contenuti in uno o più ingredienti di tale alimento (ossia, nella salsa piccante), purché non svolgano una funzione tecnologica nel prodotto finito;
  2. \n \t

  3. quando gli additivi ed enzimi sono stati utilizzati come coadiuvanti tecnologici.
  4. \n

\n \n\n[Articolo pubblicato sulla rivista Alimenti&Bevande, n. 2/2022, Filo diretto con l’esperto]”},{“component”:”hc_space”,”id”:”vPHMI”,”css_classes”:””,”custom_css_classes”:””,”custom_css_styles”:””,”size”:”space”,”height”:””}]},{“component”:”hc_column”,”id”:”fZgB3″,”column_width”:”col-md-8″,”animation”:””,”animation_time”:””,”timeline_animation”:””,”timeline_delay”:””,”timeline_order”:””,”css_classes”:””,”custom_css_classes”:””,”custom_css_styles”:””,”main_content”:[{“component”:”hc_pt_post_informations”,”id”:”ZYgrC”,”css_classes”:””,”custom_css_classes”:””,”custom_css_styles”:””,”post_type_slug”:””,”position”:”align-left”,”date”:true,”categories”:false,”author”:false}]},{“component”:”hc_column”,”id”:”37FNE”,”column_width”:”col-md-12″,”animation”:””,”animation_time”:””,”timeline_animation”:””,”timeline_delay”:””,”timeline_order”:””,”css_classes”:””,”custom_css_classes”:””,”custom_css_styles”:””,”main_content”:[{“component”:”hc_space”,”id”:”QK9gu”,”css_classes”:””,”custom_css_classes”:””,”custom_css_styles”:””,”size”:”space”,”height”:””},{“component”:”hc_separator”,”id”:”PynS9″,”css_classes”:””,”custom_css_classes”:””,”custom_css_styles”:””},{“component”:”hc_title_tag”,”id”:”RJL5S”,”css_classes”:””,”custom_css_classes”:””,”custom_css_styles”:””,”text”:”Related articles.”,”tag”:”h2″},{“component”:”hc_space”,”id”:”K87GV”,”css_classes”:””,”custom_css_classes”:””,”custom_css_styles”:””,”size”:”space-sm”,”height”:””},{“component”:”hc_pt_grid_list”,”id”:”rmVxB”,”css_classes”:””,”custom_css_classes”:””,”custom_css_styles”:””,”post_type_slug”:”post”,”post_type_category”:””,”column”:”3″,”column_lg”:”3″,”column_md”:”2″,”column_sm”:”1″,”column_xs”:”1″,”margins”:””,”pag_type”:””,”pag_items”:”2″,”pag_size”:””,”pag_animation”:””,”pag_scroll_top”:false,”pag_position”:””,”pag_button_prev”:””,”pag_button_next”:””,”lm_lazy”:false,”lm_button_text”:””,”box”:”image_half_content”,”boxed”:false,”extra”:true,”content”:”extra”,”title_length”:””,”excerpt_length”:”30″,”title_size”:””,”custom_css”:””,”button_text”:””,”button_style”:”circle”,”button_dimensions”:”btn-lg”,”button_animation”:false,”button_icon”:””}]}],”section_settings”:””},”scripts”:{“pagination”:”pagination.min.js”},”css”:{“content_box”:”css/content-box.css”,”media_box”:”css/media-box.css”},”css_page”:””,”template_setting”:{},”template_setting_top”:{},”page_setting”:{“settings”:[“lock-mode-off”]},”post_type_setting”:{“settings”:{“image”:”https://www.cibuslex.it/wp-content/uploads/2022/10/2022_10_11-alimenti-sfusi-e-additivi-900×563.png|1000|1600|1044794″,”excerpt”:”Quesito: Il decreto sull’indicazione obbligatoria del luogo di provenienza delle carni suine trasformate si applica a tutte le carni suine (macinati, hamburgher, peperoni ripieni) o solo a quelle trasformate (salami, speck, porchette ecc)?\nIl decreto, inoltre, vale solo per i preimballati o per tutti?”,”extra_1″:”Quesiti”,”extra_2″:””,”icon”:{“icon”:””,”icon_style”:””,”icon_image”:””}}}}

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Webinar Etichettatura alimentare: le regole generali, gli allergeni, il termine minimo di conservazione e la data di scadenza. https://www.cibuslex.it/2022/08/webinar-etichettatura-alimentare-le-regole-generali-gli-allergeni-il-termine-minimo-di-conservazione-e-la-data-di-scadenza/ Wed, 31 Aug 2022 09:13:03 +0000 https://www.cibuslex.it/?p=1044737 {“main-title”:{“component”:”hc_title”,”id”:”main-title”,”title”:””,”subtitle”:”August 31, 2022″,”title_content”:{“component”:”hc_title_empty”,”id”:”title-empty”}},”5ZtkF”:{“component”:”hc_section”,”id”:”5ZtkF”,”section_width”:””,”animation”:””,”animation_time”:””,”timeline_animation”:””,”timeline_delay”:””,”timeline_order”:””,”vertical_row”:””,”css_classes”:””,”custom_css_classes”:””,”custom_css_styles”:””,”section_content”:[{“component”:”hc_column”,”id”:”RaEe8″,”column_width”:”col-md-12″,”animation”:””,”animation_time”:””,”timeline_animation”:””,”timeline_delay”:””,”timeline_order”:””,”css_classes”:””,”custom_css_classes”:””,”custom_css_styles”:””,”main_content”:[{“component”:”hc_image”,”id”:”Wq9MW”,”css_classes”:””,”custom_css_classes”:””,”custom_css_styles”:””,”image”:”https://www.cibuslex.it/wp-content/uploads/2022/08/3.senatore-27-09-e1661936976388-900×338.jpg|600|1600|1044741″,”alt”:””,”thumb_size”:”full”},{“component”:”hc_title_tag”,”id”:”5KCJq”,”css_classes”:””,”custom_css_classes”:””,”custom_css_styles”:””,”text”:”Webinar Etichettatura alimentare: le regole generali, gli allergeni, il termine minimo di conservazione e la data di scadenza.”,”tag”:”h2″},{“component”:”hc_wp_editor”,”id”:”8CBYG”,”css_classes”:””,”custom_css_classes”:””,”custom_css_styles”:””,”editor_content”:” \n\nCibusLex e ConsulenzaAgricola propongono un percorso di approfondimento ed aggiornamento sull’etichettatura dei prodotti alimentari, che si svilupperà nell’ambito di due incontri online, con l’obiettivo di supportare gli operatori ed i consulenti del settore nel corretto adempimento delle prescrizioni normative.\n\nQuesto primo webinar, che si terrà il prossimo martedì 27 settembre, dalle 15.00 alle 16.30, proporrà un inquadramento generale sulle informazioni obbligatorie nell’etichettatura alimentare, con uno specifico focus su alcuni degli aspetti più critici nella redazione di un’etichetta: le informazioni sugli allergeni e l’indicazione del termine minimo di conservazione o della data di scadenza.\n\nProgramma:\n

    \n \t

  • I soggetti responsabili delle informazioni alimentari nell’ambito della filiera.
  • \n \t

  • Inquadramento generale sulle informazioni obbligatorie per gli alimenti preimballati.
  • \n \t

  • Approfondimento sull’indicazione degli allergeni e sulle informazioni relative alle contaminazioni accidentali.
  • \n \t

  • Approfondimento sull’indicazione del termine minimo di conservazione e della data di scadenza.
  • \n

\nPer informazioni ed iscrizioni, vi invitiamo a visionare la pagina dedicata sul sito di ConsulenzaAgricola.it.\n\n “},{“component”:”hc_space”,”id”:”vPHMI”,”css_classes”:””,”custom_css_classes”:””,”custom_css_styles”:””,”size”:”space”,”height”:””}]},{“component”:”hc_column”,”id”:”fZgB3″,”column_width”:”col-md-8″,”animation”:””,”animation_time”:””,”timeline_animation”:””,”timeline_delay”:””,”timeline_order”:””,”css_classes”:””,”custom_css_classes”:””,”custom_css_styles”:””,”main_content”:[{“component”:”hc_pt_post_informations”,”id”:”ZYgrC”,”css_classes”:””,”custom_css_classes”:””,”custom_css_styles”:””,”post_type_slug”:””,”position”:”align-left”,”date”:true,”categories”:false,”author”:false}]},{“component”:”hc_column”,”id”:”37FNE”,”column_width”:”col-md-12″,”animation”:””,”animation_time”:””,”timeline_animation”:””,”timeline_delay”:””,”timeline_order”:””,”css_classes”:””,”custom_css_classes”:””,”custom_css_styles”:””,”main_content”:[{“component”:”hc_space”,”id”:”QK9gu”,”css_classes”:””,”custom_css_classes”:””,”custom_css_styles”:””,”size”:”space”,”height”:””},{“component”:”hc_separator”,”id”:”PynS9″,”css_classes”:””,”custom_css_classes”:””,”custom_css_styles”:””},{“component”:”hc_title_tag”,”id”:”RJL5S”,”css_classes”:””,”custom_css_classes”:””,”custom_css_styles”:””,”text”:”Related articles.”,”tag”:”h2″},{“component”:”hc_space”,”id”:”K87GV”,”css_classes”:””,”custom_css_classes”:””,”custom_css_styles”:””,”size”:”space-sm”,”height”:””},{“component”:”hc_pt_grid_list”,”id”:”rmVxB”,”css_classes”:””,”custom_css_classes”:””,”custom_css_styles”:””,”post_type_slug”:”post”,”post_type_category”:””,”column”:”3″,”column_lg”:”3″,”column_md”:”2″,”column_sm”:”1″,”column_xs”:”1″,”margins”:””,”pag_type”:””,”pag_items”:”2″,”pag_size”:””,”pag_animation”:””,”pag_scroll_top”:false,”pag_position”:””,”pag_button_prev”:””,”pag_button_next”:””,”lm_lazy”:false,”lm_button_text”:””,”box”:”image_half_content”,”boxed”:false,”extra”:true,”content”:”extra”,”title_length”:””,”excerpt_length”:”30″,”title_size”:””,”custom_css”:””,”button_text”:””,”button_style”:”circle”,”button_dimensions”:”btn-lg”,”button_animation”:false,”button_icon”:””}]}],”section_settings”:””},”scripts”:{“pagination”:”pagination.min.js”},”css”:{“content_box”:”css/content-box.css”,”media_box”:”css/media-box.css”},”css_page”:””,”template_setting”:{},”template_setting_top”:{},”page_setting”:{“settings”:[“lock-mode-off”]},”post_type_setting”:{“settings”:{“image”:”https://www.cibuslex.it/wp-content/uploads/2022/08/3.senatore-27-09-e1661936976388-900×338.jpg|600|1600|1044741″,”excerpt”:”Prosegue il percorso di approfondimento ed aggiornamento sull’etichettatura dei prodotti alimentari, proposto da CibusLex e ConsulenzaAgricola, con il secondo incontro fissato per martedì 4 ottobre 2022.”,”extra_1″:”Formazione”,”extra_2″:””,”icon”:{“icon”:””,”icon_style”:””,”icon_image”:””}}}}

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Prodotti di pasticceria secca allo stato sfuso: vendita e sanzioni. https://www.cibuslex.it/2021/08/prodotti-di-pasticceria-secca-allo-stato-sfuso-vendita-e-sanzioni/ Mon, 30 Aug 2021 06:06:42 +0000 https://www.cibuslex.it/?p=1044465 {“main-title”:{“component”:”hc_title”,”id”:”main-title”,”title”:””,”subtitle”:”August 30, 2021″,”title_content”:{“component”:”hc_title_empty”,”id”:”title-empty”}},”5ZtkF”:{“component”:”hc_section”,”id”:”5ZtkF”,”section_width”:””,”animation”:””,”animation_time”:””,”timeline_animation”:””,”timeline_delay”:””,”timeline_order”:””,”vertical_row”:””,”css_classes”:””,”custom_css_classes”:””,”custom_css_styles”:””,”section_content”:[{“component”:”hc_column”,”id”:”RaEe8″,”column_width”:”col-md-12″,”animation”:””,”animation_time”:””,”timeline_animation”:””,”timeline_delay”:””,”timeline_order”:””,”css_classes”:””,”custom_css_classes”:””,”custom_css_styles”:””,”main_content”:[{“component”:”hc_image”,”id”:”Wq9MW”,”css_classes”:””,”custom_css_classes”:””,”custom_css_styles”:””,”image”:”https://www.cibuslex.it/wp-content/uploads/2021/08/pasticceria-900×563.png|1000|1600|1044466″,”alt”:””,”thumb_size”:”full”},{“component”:”hc_title_tag”,”id”:”5KCJq”,”css_classes”:””,”custom_css_classes”:””,”custom_css_styles”:””,”text”:”Prodotti di pasticceria secca allo stato sfuso: vendita e sanzioni.”,”tag”:”h2″},{“component”:”hc_wp_editor”,”id”:”8CBYG”,”css_classes”:””,”custom_css_classes”:””,”custom_css_styles”:””,”editor_content”:” \n\nQuesito: La vendita di alimenti non preimballati (pasticceria secca), pertanto sfusi, è consentita? Gli alimenti non confezionati e, quindi, sfusi sono esclusi dal campo di applicazione del decreto legislativo sanzionatorio 231/17?\n\n \n\nRisponde l’avvocato Stefano Senatore.\n\n \n\nNon si rinvengono disposizioni che vietino la commercializzazione allo stato sfuso dei prodotti di pasticceria secca.\n\nTale tipologia di vendita – per quanto riguarda gli adempimenti informativi verso i consumatori – rientra nel campo di applicazione del decreto legislativo n. 231/2017, il cui articolo 19 è dedicato, per l’appunto, alla vendita di prodotti non preimballati.\n\nNello specifico, a carico dell’operatore vengono previsti i seguenti obblighi, differenziati a seconda che gli alimenti siano venduti al dettaglio oppure siano forniti dalle collettività per il consumo immediato.\n\n \n\nNel caso di vendita al dettaglio, gli alimenti devono essere muniti di un apposito cartello, da applicarsi sui recipienti che li contengono, oppure di altro sistema equivalente, anche digitale, purché sia facilmente accessibile e riconoscibile e sia presente nei comparti in cui gli alimenti sono esposti.\n\nSul cartello (o sul sistema equivalente) va riportata una serie di informazioni, che si elencano di seguito limitatamente a quanto può interessare i prodotti di pasticceria secca:\n

    \n \t

  1. la denominazione dell’alimento;
  2. \n \t

  3. l’elenco degli ingredienti (salvi i casi di esenzione disposti dal regolamento UE n. 1169/2011);
  4. \n \t

  5. le sostanze o i prodotti che provocano allergie o intolleranze, come elencati nell’Allegato II del regolamento UE n. 1169/2011, che devono figurare all’interno dell’elenco ingredienti con le modalità prescritte dall’articolo 21 del citato regolamento (e fatte salve, anche in tal caso, le esenzioni stabilite dal medesimo articolo 21);
  6. \n \t

  7. le modalità di conservazione, solo per i prodotti alimentari rapidamente deperibili;
  8. \n \t

  9. la designazione “decongelato” ad accompagnare la denominazione dell’alimento, solo per i prodotti che sono stati congelati prima della vendita e sono poi venduti decongelati (fatte salve, comunque, le deroghe previste dall’Allegato VI, punto 2, del regolamento).
  10. \n

\nPer i prodotti della pasticceria, inoltre, è previsto che l’elenco degli ingredienti possa essere riportato, in alternativa:\n

    \n \t

  • su un unico ed apposito cartello tenuto ben in vista;
  • \n \t

  • oppure, per singoli prodotti, su un apposito registro o altro sistema equivalente, anche digitale, da tenere bene in vista, a disposizione dell’acquirente, in prossimità dei banchi di esposizione dei prodotti stessi.
  • \n

\nQualunque sia il metodo di indicazione degli ingredienti, le informazioni relative agli allergeni devono esser riferite ai singoli alimenti posti in vendita.\n\n \n\nNel caso in cui, invece, gli alimenti non preimballati siano serviti dalle collettività (ristoranti, mense, scuole, ospedali ed altre attività di somministrazione), le informazioni obbligatorie sono limitate agli allergeni ed all’eventuale dicitura “decongelato”.\n\nLe predette indicazioni devono essere fornite al consumatore prima che l’alimento gli venga servito, con una delle seguenti modalità:\n

    \n \t

  • sul menù;
  • \n \t

  • su un registro o su un apposito cartello o altro sistema equivalente, da tenere bene in vista;
  • \n \t

  • utilizzando un sistema digitale, da tenere bene in vista, purché le informazioni fornite risultino anche da una documentazione scritta e facilmente reperibile.
  • \n

\nIn relazione agli allergeni, peraltro, l’osa responsabile della collettività può limitarsi a riportare sul menù, sul registro o su un apposito cartello un avviso, generico, circa la possibile presenza di tali sostanze, con invito al consumatore a rivolgersi al personale per informazioni più dettagliate.\n\nOve ci si avvalga di quest’ultima facoltà, dovrà comunque essere predisposto un documento scritto da cui risultino tutte le informazioni sugli allergeni, da rendere facilmente reperibile per il consumatore finale.\n\n \n\nSi rileva, infine, che le violazioni della disciplina dell’articolo 19 del decreto legislativo n. 231/2017 sono punite in via amministrativa, con sanzioni pecuniarie, dal successivo articolo 23, fatta salva l’eventuale rilevanza penale delle condotte.\n\n \n\n[Articolo pubblicato sulla rivista Alimenti&Bevande, n. 9/2020, Filo diretto con l’esperto, pp. 105-105]”},{“component”:”hc_space”,”id”:”vPHMI”,”css_classes”:””,”custom_css_classes”:””,”custom_css_styles”:””,”size”:”space”,”height”:””}]},{“component”:”hc_column”,”id”:”fZgB3″,”column_width”:”col-md-8″,”animation”:””,”animation_time”:””,”timeline_animation”:””,”timeline_delay”:””,”timeline_order”:””,”css_classes”:””,”custom_css_classes”:””,”custom_css_styles”:””,”main_content”:[{“component”:”hc_pt_post_informations”,”id”:”ZYgrC”,”css_classes”:””,”custom_css_classes”:””,”custom_css_styles”:””,”post_type_slug”:””,”position”:”align-left”,”date”:true,”categories”:false,”author”:false}]},{“component”:”hc_column”,”id”:”37FNE”,”column_width”:”col-md-12″,”animation”:””,”animation_time”:””,”timeline_animation”:””,”timeline_delay”:””,”timeline_order”:””,”css_classes”:””,”custom_css_classes”:””,”custom_css_styles”:””,”main_content”:[{“component”:”hc_space”,”id”:”QK9gu”,”css_classes”:””,”custom_css_classes”:””,”custom_css_styles”:””,”size”:”space”,”height”:””},{“component”:”hc_separator”,”id”:”PynS9″,”css_classes”:””,”custom_css_classes”:””,”custom_css_styles”:””},{“component”:”hc_title_tag”,”id”:”RJL5S”,”css_classes”:””,”custom_css_classes”:””,”custom_css_styles”:””,”text”:”Related articles.”,”tag”:”h2″},{“component”:”hc_space”,”id”:”K87GV”,”css_classes”:””,”custom_css_classes”:””,”custom_css_styles”:””,”size”:”space-sm”,”height”:””},{“component”:”hc_pt_grid_list”,”id”:”rmVxB”,”css_classes”:””,”custom_css_classes”:””,”custom_css_styles”:””,”post_type_slug”:”post”,”post_type_category”:””,”column”:”3″,”column_lg”:”3″,”column_md”:”2″,”column_sm”:”1″,”column_xs”:”1″,”margins”:””,”pag_type”:””,”pag_items”:”2″,”pag_size”:””,”pag_animation”:””,”pag_scroll_top”:false,”pag_position”:””,”pag_button_prev”:””,”pag_button_next”:””,”lm_lazy”:false,”lm_button_text”:””,”box”:”image_half_content”,”boxed”:false,”extra”:true,”content”:”extra”,”title_length”:””,”excerpt_length”:”30″,”title_size”:””,”custom_css”:””,”button_text”:””,”button_style”:”circle”,”button_dimensions”:”btn-lg”,”button_animation”:false,”button_icon”:””}]}],”section_settings”:””},”scripts”:{“pagination”:”pagination.min.js”},”css”:{“content_box”:”css/content-box.css”,”media_box”:”css/media-box.css”},”css_page”:””,”template_setting”:{},”template_setting_top”:{},”page_setting”:{“settings”:[“lock-mode-off”]},”post_type_setting”:{“settings”:{“image”:”https://www.cibuslex.it/wp-content/uploads/2021/08/pasticceria-900×563.png|1000|1600|1044466″,”excerpt”:”Quesito: La vendita di alimenti non preimballati (pasticceria secca), pertanto sfusi, è consentita? Gli alimenti non confezionati e, quindi, sfusi sono esclusi dal campo di applicazione del decreto legislativo sanzionatorio 231/17?”,”extra_1″:”Quesiti”,”extra_2″:””,”icon”:{“icon”:””,”icon_style”:””,”icon_image”:””}}}}

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Igiene alimentare: modificati i requisiti in materia di igiene del reg. CE 852/2004. https://www.cibuslex.it/2021/03/igiene-alimentare-modificati-i-requisiti-in-materia-di-igiene-del-reg-ce-852-2004/ Thu, 04 Mar 2021 10:37:06 +0000 https://www.cibuslex.it/?p=1044222 {“main-title”:{“component”:”hc_title”,”id”:”main-title”,”title”:””,”subtitle”:”March 04, 2021″,”title_content”:{“component”:”hc_title_empty”,”id”:”title-empty”}},”5ZtkF”:{“component”:”hc_section”,”id”:”5ZtkF”,”section_width”:””,”animation”:””,”animation_time”:””,”timeline_animation”:””,”timeline_delay”:””,”timeline_order”:””,”vertical_row”:””,”css_classes”:””,”custom_css_classes”:””,”custom_css_styles”:””,”section_content”:[{“component”:”hc_column”,”id”:”RaEe8″,”column_width”:”col-md-12″,”animation”:””,”animation_time”:””,”timeline_animation”:””,”timeline_delay”:””,”timeline_order”:””,”css_classes”:””,”custom_css_classes”:””,”custom_css_styles”:””,”main_content”:[{“component”:”hc_image”,”id”:”Wq9MW”,”css_classes”:””,”custom_css_classes”:””,”custom_css_styles”:””,”image”:”https://www.cibuslex.it/wp-content/uploads/2021/03/commissione-900×563.png|1000|1600|1044225″,”alt”:””,”thumb_size”:”full”},{“component”:”hc_title_tag”,”id”:”5KCJq”,”css_classes”:””,”custom_css_classes”:””,”custom_css_styles”:””,”text”:”Igiene alimentare: modificati i requisiti in materia di igiene del reg. CE 852/2004.”,”tag”:”h2″},{“component”:”hc_wp_editor”,”id”:”8CBYG”,”css_classes”:””,”custom_css_classes”:””,”custom_css_styles”:””,”editor_content”:” \n

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E’ stato pubblicato oggi, sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea, il regolamento (UE) 2021/382, che introduce alcune importanti modifiche all’interno del regolamento (CE) n. 852/2004 in materia di igiene alimentare.\n\nDi seguito vengono riportate le novità alle quali gli operatori del settore alimentare dovranno adeguarsi entro il prossimo 24 marzo 2021, data di entrata in vigore del regolamento.\n\n \n\n1) GESTIONE DEGLI ALLERGENI.\n\nIl Legislatore europeo è intervenuto, innanzitutto, per adeguare i requisiti in materia di igiene al codice di buone pratiche sulla gestione degli allergeni alimentari, adottato lo scorso settembre 2020 la commissione del Codex Alimentarius.\n\nIn particolare, per quanto riguarda la produzione primaria e attività connesse, nell’Allegato I, all’interno della parte A, sezione II, viene inserito il nuovo punto 5-bis:\n\n“Le attrezzature, i veicoli e/o i contenitori utilizzati per la raccolta, il trasporto o il magazzinaggio di sostanze o prodotti che provocano allergie o intolleranze di cui all’allegato II del regolamento (UE) n. 1169/2011 non devono essere utilizzati per la raccolta, il trasporto o il magazzinaggio di alimenti che non contengono tali sostanze o prodotti a meno che tali attrezzature, veicoli e/o contenitori non siano stati puliti e controllati almeno per verificare l’assenza di eventuali residui visibili di tali sostanze o prodotti”.\n\nAnaloga previsione viene prevista per le attività di produzione, trasformazione e distribuzione successive alla produzione primaria, integrando l’Allegato II, capitolo IX con il seguente punto 9:\n\n’Le attrezzature, i veicoli e/o i contenitori utilizzati per la trasformazione, la manipolazione, il trasporto o il magazzinaggio delle sostanze o dei prodotti che provocano allergie o intolleranze, di cui all’allegato II del regolamento (UE) n. 1169/2011, non devono essere utilizzati per la trasformazione, la manipolazione, il trasporto o il magazzinaggio di prodotti alimentari che non contengono tali sostanze o prodotti, a meno che tali attrezzature, veicoli e/o contenitori non siano stati puliti e controllati almeno per verificare l’assenza di eventuali residui visibili di tali sostanze o prodotti”.\n

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\n2. RIDUZIONE DEGLI SPRECHI ALIMENTARI.\n\nUlteriore obiettivo dell’intervento normativo è quello di promuovere e facilitare la ridistribuzione degli alimenti, garantendone nel contempo la sicurezza per i consumatori. A tal fine, nell’Allegato II del regolamento viene inserito il seguente CAPITOLO V bis dedicato alla “Ridistribuzione degli alimenti”, destinato ad applicarsi a tutte le fasi di produzione, trasformazione e distribuzione degli alimenti:\n\n“Gli operatori del settore alimentare possono ridistribuire alimenti a fini di donazione alimentare alle seguenti condizioni:\n\n1) gli operatori del settore alimentare devono verificare sistematicamente che gli alimenti sotto la loro responsabilità non siano dannosi per la salute e siano adatti al consumo umano conformemente all’articolo 14, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 178/2002. Se l’esito della verifica effettuata è soddisfacente, gli operatori del settore alimentare possono ridistribuire gli alimenti conformemente al punto 2:\n

    \n \t

  • per gli alimenti ai quali si applica una data di scadenza conformemente all’articolo 24 del regolamento (UE) n. 1169/2011, prima della scadenza di tale data;
  • \n \t

  • per gli alimenti ai quali si applica un termine minimo di conservazione conformemente all’articolo 2, paragrafo 2, lettera r), del regolamento (UE) n. 1169/2011, fino a tale data e successivamente; o
  • \n \t

  • per gli alimenti per i quali non è richiesto un termine minimo di conservazione conformemente all’allegato X, punto 1, lettera d), del regolamento (UE) n. 1169/2011, in qualsiasi momento.
  • \n

\n2) Gli operatori del settore alimentare che manipolano gli alimenti di cui al punto 1 devono valutare se gli alimenti non siano dannosi per la salute e siano adatti al consumo umano tenendo conto almeno dei seguenti elementi:\n

    \n \t

  • il termine minimo di conservazione o la data di scadenza, assicurandosi che la durata di conservazione residua sia sufficiente per consentire la sicurezza della ridistribuzione e dell’uso da parte del consumatore finale;
  • \n \t

  • l’integrità dell’imballaggio, se opportuno;
  • \n \t

  • le corrette condizioni di magazzinaggio e trasporto, compresi i requisiti applicabili in materia di temperatura;
  • \n \t

  • la data di congelamento conformemente all’allegato II, sezione IV, punto 2, lettera b), del regolamento (CE) n. 853/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, se applicabile;
  • \n \t

  • le condizioni organolettiche;
  • \n \t

  • la garanzia di rintracciabilità conformemente al regolamento di esecuzione (UE) n. 931/2011 della Commissione, nel caso di prodotti di origine animale
  • \n

\n \n\n3. OBBLIGHI IN MATERIA DI CULTURA DELLA SICUREZZA ALIMENTARE.\n\nL’ultimo ambito di intervento è volto ad adeguare il regolamento (UE) 852/2004 alla revisione della norma del Codex Alimentarius ‘General Principles of Food Hygiene’ (Principi generali in materia di igiene alimentare, CXC 1-1969), intervenuta lo scorso settembre 2020, con la quale è stato introdotto il principio generale della «cultura della sicurezza alimentare» per aumentare la consapevolezza e migliorare i comportamenti dei dipendenti degli stabilimenti alimentari.\n\nNell’Allegato II del regolamento è dunque introdotto il seguente CAPITOLO XI bis – Cultura della sicurezza alimentare, destinato ad applicarsi a tutte le fasi di produzione, trasformazione e distribuzione degli alimenti:\n\n“1. Gli operatori del settore alimentare devono istituire e mantenere un’adeguata cultura della sicurezza alimentare, e fornire prove che la dimostrino, rispettando i requisiti seguenti:\n\na) impegno da parte della dirigenza, conformemente al punto 2, e di tutti i dipendenti alla produzione e alla distribuzione sicure degli alimenti;\n\nb) ruolo guida nella produzione di alimenti sicuri e nel coinvolgimento di tutti i dipendenti in prassi di sicurezza alimentare;\n\nc) consapevolezza, da parte di tutti i dipendenti dell’impresa, dei pericoli per la sicurezza alimentare e dell’importanza della sicurezza e dell’igiene degli alimenti;\n\nd) comunicazione aperta e chiara tra tutti i dipendenti dell’impresa, nell’ambito di un’attività e tra attività consecutive, compresa la comunicazione di deviazioni e aspettative;\n\ne) disponibilità di risorse sufficienti per garantire la manipolazione sicura e igienica degli alimenti.\n\n \n\n2. L’impegno da parte della dirigenza deve comprendere le azioni seguenti:\n\na) garantire che i ruoli e le responsabilità siano chiaramente comunicati nell’ambito di ogni attività dell’impresa alimentare;\n\nb) mantenere l’integrità del sistema di igiene alimentare quando vengono pianificate e attuate modifiche;\n\nc) verificare che i controlli vengano eseguiti puntualmente e in maniera efficiente e che la documentazione sia aggiornata;\n\nd) garantire che il personale disponga di attività di formazione e di una supervisione adeguate;\n\ne) garantire la conformità con i pertinenti requisiti normativi;\n\nf) incoraggiare il costante miglioramento del sistema di gestione della sicurezza alimentare dell’impresa tenendo conto, ove opportuno, degli sviluppi scientifici e tecnologici e delle migliori prassi.\n\n \n\n3. L’attuazione della cultura della sicurezza alimentare deve tenere conto della natura e delle dimensioni dell’impresa alimentare».\n\n \n\n 

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Prodotti di pasticceria e indicazione degli allergeni​. https://www.cibuslex.it/2020/07/the-building-state-of-art-dreams%e2%80%8b/ Wed, 01 Jul 2020 07:42:19 +0000 https://wasabifilmakers.com/cibuslex?p=1043293 {“main-title”:{“component”:”hc_title”,”id”:”main-title”,”title”:””,”subtitle”:”July 01, 2020″,”title_content”:{“component”:”hc_title_empty”,”id”:”title-empty”}},”5ZtkF”:{“component”:”hc_section”,”id”:”5ZtkF”,”section_width”:””,”animation”:””,”animation_time”:””,”timeline_animation”:””,”timeline_delay”:””,”timeline_order”:””,”vertical_row”:””,”css_classes”:””,”custom_css_classes”:””,”custom_css_styles”:””,”section_content”:[{“component”:”hc_column”,”id”:”RaEe8″,”column_width”:”col-md-12″,”animation”:””,”animation_time”:””,”timeline_animation”:””,”timeline_delay”:””,”timeline_order”:””,”css_classes”:””,”custom_css_classes”:””,”custom_css_styles”:””,”main_content”:[{“component”:”hc_image”,”id”:”Wq9MW”,”css_classes”:””,”custom_css_classes”:””,”custom_css_styles”:””,”image”:”https://www.cibuslex.it/wp-content/uploads/2020/08/blog-3-900×563.jpg|1000|1600|1043651″,”alt”:””,”thumb_size”:”full”},{“component”:”hc_title_tag”,”id”:”5KCJq”,”css_classes”:””,”custom_css_classes”:””,”custom_css_styles”:””,”text”:”Prodotti di pasticceria e indicazione degli allergeni​.”,”tag”:”h2″},{“component”:”hc_wp_editor”,”id”:”8CBYG”,”css_classes”:””,”custom_css_classes”:””,”custom_css_styles”:””,”editor_content”:”Rivista: Alimenti&Bevande, n. 4/2018, Filo diretto con l’esperto, pp. 100-101\n\n \n\nIn base al d.lgs. 231/2017, art. 19, comma 3, i prodotti della gelateria, pasticceria, panetteria, gastronomia, possono riportare gli ingredienti su un cartello unico. Questo facilita le operazioni di espressione dell’ingredientistica soprattutto per prodotti di pasticceria, ove ci sono numerosi tipi di dolci, ma con medesima composizione quindi ripartita per categorie: paste fresche, paste secche, etc. Il suddetto comma indica però che la presenza di allergeni sia riferita ai ‘singoli alimenti’. E’ possibile considerare singolo alimento una categoria di prodotti simili, o necessita una specifica, prodotto per prodotto, esempio: bignè, babà, cornetto?\n\n \n\nRisponde Stefano Senatore, Avvocato ed esperto di legislazione degli alimenti\n\n \n\nCome correttamente rilevato nel quesito, l’operatore che intenda vendere prodotti non preimballati di gelateria, pasticceria, panetteria e gastronomia, ai sensi dell’articolo 19, comma 3 del decreto legislativo n. 231/2017, può riportare il relativo elenco degli ingredienti in un “unico ed apposito cartello”.\n\nIn particolare, con il cosiddetto “cartello unico” gli ingredienti possono essere elencati in forma aggregata (per categorie omogenee di prodotti), in deroga alla regola generale che richiede un elenco distinto e separato per ogni singolo alimento.\n\nLa predetta disposizione, in vigore dal 9 maggio 2018, sostanzialmente, ripropone quanto già stabilito dalla disciplina previgente, contenuta nell’articolo 16, comma 3 del decreto legislativo n. 109/1992.\n\nLa normativa del 1992, peraltro, ha ricevuto attuazione per mezzo del successivo decreto ministeriale dd. 20 dicembre 1994, il quale dovrebbe continuare ad applicarsi anche sotto la vigenza del nuovo decreto legislativo n. 231/2017, stante la sostanziale corrispondenza la disposizione legislativa del 1992 e quella del 2017.\n\n \n\nL’articolo 19, comma 3 del d.lgs. n. 231/2017 contiene, tuttavia, alcuni elementi di novità rispetto al passato.\n\nNello specifico, per quanto rileva in questa sede, viene previsto espressamente l’obbligo di indicazione delle sostanze che provocano allergie o intolleranze, come elencate all’allegato II del regolamento (UE) n. 1169/2011, laddove presenti nel prodotto finito.\n\nSi precisa inoltre che, anche nel caso di impiego del “cartello unico” (con elenco degli ingredienti aggregato per categorie di alimenti), le informazioni sulle sostanze allergeniche dovranno, in ogni caso, essere “riconducibili ai singoli alimenti posti in vendita”.\n\n \n\nAd avviso di chi scrive, la formulazione dell’articolo 19 appare chiara e tassativa, nel senso di imporre che la presenza degli allergeni venga riferita, in modo specifico, alla singola preparazione alimentare.\n\nDi conseguenza, è da escludere che dette sostanze possano essere indicate genericamente, con riferimento ad un’intera categoria di prodotti simili.\n\n \n\nTanto più che tale obbligo, di indicare la presenza gli allergeni con riguardo ad ogni singolo alimento non preimballato, deriva direttamente dalla normativa europea e, precisamente, dall’articolo 44, paragrafo 1 del regolamento (UE) n. 1169/2011.\n\nSecondo il paragrafo 2 dello stesso articolo 44, inoltre, i Legislatori nazionali sono competenti a disciplinare, esclusivamente, le modalità con le quali l’indicazione (individuale) sugli allergeni deve essere messa a disposizione, senza poter incidere, quindi, sul contenuto dell’obbligo.\n\nPertanto, ogni eventuale norma nazionale che escludesse l’obbligo di fornire l’indicazione degli allergeni in modo individuale, per singolo alimento, dovrebbe considerarsi inapplicabile per contrasto con la prevalente fonte europea.\n\n \n\nL’indicazione degli allergeni per singolo prodotto risulta, inoltre, maggiormente coerente con la funzione di questo tipo di informazione. Non può trascurarsi, infatti, che la segnalazione degli allergeni è prevista a diretta tutela della salute del consumatore, il che porta ad escludere – a maggior ragione – la possibilità di fornire, sul punto, indicazioni vaghe e generiche.\n\n \n\nFermo quanto sopra, l’articolo 19, comma 3 in esame lascia, ad ogni modo, ampia libertà all’operatore di decidere le modalità e gli strumenti di cui avvalersi per mettere a disposizione dei consumatori l’informazione sulle sostanze allergeniche.\n\nSarà quindi possibile, esemplificativamente, predisporre un registro cartaceo separato per gli allergeni, aggiornabile con maggiore frequenza rispetto all’elenco degli ingredienti riportato nel cartello unico; oppure, potrà essere installato un sistema digitale, con ogni conseguente vantaggio in termini di rapidità di aggiornamento, consultabile dall’utenza attraverso monitor affissi all’interno del reparto.”},{“component”:”hc_space”,”id”:”vPHMI”,”css_classes”:””,”custom_css_classes”:””,”custom_css_styles”:””,”size”:”space”,”height”:””}]},{“component”:”hc_column”,”id”:”fZgB3″,”column_width”:”col-md-8″,”animation”:””,”animation_time”:””,”timeline_animation”:””,”timeline_delay”:””,”timeline_order”:””,”css_classes”:””,”custom_css_classes”:””,”custom_css_styles”:””,”main_content”:[{“component”:”hc_pt_post_informations”,”id”:”ZYgrC”,”css_classes”:””,”custom_css_classes”:””,”custom_css_styles”:””,”post_type_slug”:””,”position”:”align-left”,”date”:true,”categories”:false,”author”:false}]},{“component”:”hc_column”,”id”:”37FNE”,”column_width”:”col-md-12″,”animation”:””,”animation_time”:””,”timeline_animation”:””,”timeline_delay”:””,”timeline_order”:””,”css_classes”:””,”custom_css_classes”:””,”custom_css_styles”:””,”main_content”:[{“component”:”hc_space”,”id”:”QK9gu”,”css_classes”:””,”custom_css_classes”:””,”custom_css_styles”:””,”size”:”space”,”height”:””},{“component”:”hc_separator”,”id”:”PynS9″,”css_classes”:””,”custom_css_classes”:””,”custom_css_styles”:””},{“component”:”hc_title_tag”,”id”:”RJL5S”,”css_classes”:””,”custom_css_classes”:””,”custom_css_styles”:””,”text”:”Related articles.”,”tag”:”h2″},{“component”:”hc_space”,”id”:”K87GV”,”css_classes”:””,”custom_css_classes”:””,”custom_css_styles”:””,”size”:”space-sm”,”height”:””},{“component”:”hc_pt_grid_list”,”id”:”rmVxB”,”css_classes”:””,”custom_css_classes”:””,”custom_css_styles”:””,”post_type_slug”:”post”,”post_type_category”:””,”column”:”3″,”column_lg”:”3″,”column_md”:”2″,”column_sm”:”1″,”column_xs”:”1″,”margins”:””,”pag_type”:””,”pag_items”:”2″,”pag_size”:””,”pag_animation”:””,”pag_scroll_top”:false,”pag_position”:””,”pag_button_prev”:””,”pag_button_next”:””,”lm_lazy”:false,”lm_button_text”:””,”box”:”image_half_content”,”boxed”:false,”extra”:true,”content”:”extra”,”title_length”:””,”excerpt_length”:”30″,”title_size”:””,”custom_css”:””,”button_text”:””,”button_style”:”circle”,”button_dimensions”:”btn-lg”,”button_animation”:false,”button_icon”:””}]}],”section_settings”:””},”scripts”:{“pagination”:”pagination.min.js”},”css”:{“content_box”:”css/content-box.css”,”media_box”:”css/media-box.css”},”css_page”:””,”template_setting”:{},”template_setting_top”:{},”page_setting”:{“settings”:[“lock-mode-off”]},”post_type_setting”:{“settings”:{“image”:”https://www.cibuslex.it/wp-content/uploads/2020/08/blog-3-900×563.jpg|1000|1600|1043651″,”excerpt”:”I prodotti della gelateria, pasticceria, panetteria, gastronomia, possono riportare gli ingredienti su un cartello unico”,”extra_1″:”Ingredienti”,”extra_2″:””,”icon”:{“icon”:””,”icon_style”:””,”icon_image”:””}}}}

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